Abbonamenti telefonici non richiesti

A molti di noi sarà capitato di vedersi addebitare costi per servizi mai richiesti o, più semplicemente, scoprire che il proprio credito telefonico sia diminuito per l’attivazione di abbonamenti indesiderati.
Guardando la bolletta o chiamando il proprio gestore telefonico, a volte si può avere la spiacevole sorpresa di scoprire l’avvenuta indesiderata attivazione di servizi interattivi, giochi, suonerie, news su oroscopo, meteo, calcio, abbonamenti video, quiz, messaggi e servizi erotici.
Ma come avviene l’adesione a tali servizi? Nella maggior parte dei casi in maniera del tutto involontaria.
Infatti, spesso è sufficiente cliccare inavvertitamente un banner pubblicitario sullo schermo touch screen del proprio apparecchio per attivare un abbonamento a pagamento che periodicamente (settimanalmente o mensilmente) sottrae parte del credito telefonico all’ignaro utente.

Il più delle volte questi banner appaiono improvvisamente e l’utente è obbligato a cliccarvi sopra o perché colto di sorpresa o mentre cerca di selezionare la minuscola “x” che permetterebbe di chiudere la pagina.
Nella maggior parte dei casi a tale operazione segue la ricezione di un sms che conferma l’adesione all’abbonamento.
In altri casi, invece, l’utente scopre l’attivazione di servizi non richiesti solamente alla ricezione della fattura da parte del proprio gestore telefonico ovvero riscontrando un calo improvviso del proprio credito residuo.

Come disattivare i servizi e chiedere il rimborso delle somme pagate?

Chiamando il call center del proprio gestore telefonico al fine di disattivare il servizio e, successivamente, inviando al medesimo una raccomandata a/r con la quale richiedere il rimborso della somma corrisposta.
In caso di mancato riscontro o di risposta negativa, sarà possibile adire il Co.Re.Com. della propria regione, presentando un’istanza di conciliazione al fine di risolvere stragiudizialmente la controversia.

L’AGCOM

Sul punto è recentemente intervenuta l’Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM) la quale, con Delibera n. 23/15/Cons del 13 gennaio 2015, ha approvato uno schema di provvedimento a consultazione pubblica che impone agli operatori obblighi di trasparenza nella fatturazione e nuove misure a tutela del consumatore.
Si tratta di modifiche che investiranno sia la telefonia fissa che quella mobile. Più precisamente, sono tre gli interventi più rilevanti:

  • L’operatore potrà addebitare il costo del servizio solo se l’utente ha esplicitamente espresso il proprio consenso all’abbonamento. L’AGCOM, per evitare equivoci, specifica che il consenso è da intendersi espresso solamente mediante l’inserimento, da parte dell’utente, del proprio numero di telefono nella pagina del servizio. In questo modo l’abbonamento si attiverà solamente qualora l’utente faccia qualcosa che non può essere involontario come, per l’appunto, l’inserimento del numero di telefono;
  • Sistemi di rimborso più veloci per gli utenti incappati in addebiti non richiesti. L’articolo 4 della summenzionata delibera, infatti, prevede l’attuazione di “una procedura semplice, in caso di reclamo, grazie alla quale l’utente possa rivolgersi direttamente al proprio operatore, che potrà poi rivalersi sul centro servizi, non solo per il blocco degli ulteriori addebiti, ma anche per il rimborso di quanto addebitato”;
  • Cosiddetta bolletta trasparente. Quest’ultima dovrà includere nuove informazioni tra cui anche il dettaglio degli abbonamenti a sovrapprezzo.

Barring sms

È, infine, importante sapere che, allo scopo di prevenire questo fenomeno, è possibile chiedere al proprio operatore il “barring sms”, ovvero lo sbarramento verso tutti gli sms a pagamento non richiesti.

Assistenza gratuita

L’Istituto per la Difesa del Consumo si rende disponibile a prestare assistenza sia nella predisposizione della lettera di reclamo e contestuale richiesta di rimborso nei confronti della compagnia telefonica che nella redazione dell’eventuale successiva istanza da presentare al Co.Re.Com. competente.
In entrambi i casi, al fine di fornire un riscontro preciso e puntuale, è necessario che l’utente illustri nel modo più dettagliato possibile lo svolgimento dei fatti e che invii, ove esistente, la corrispondenza intercorsa con la compagnia telefonica nonché le bollette da cui si evince l’avvenuta attivazione del servizio a pagamento.

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Avv. Elisabetta Sestili

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