Quando poter cambiare un regalo

La gioia del Natale, si sa, è accompagnata anche dalla gioia dello scambio dei regali in famiglia e tra amici. Tuttavia, quello che è un gesto di affetto può divenire motivo di perplessità quando il dono non corrisponde propriamente ai gusti di chi lo ha ricevuto che si troverà nella brutta situazione di tenere un regalo sgradito o chiedere se sia possibile il cambio.
Ma è sempre possibile cambiare un regalo?

La risposta non può essere univoca, poiché molto dipende dalla volontà del venditore.
La sostituzione di un acquisto fatto in un negozio, e che non abbia difetti ma semplicemente non sia stato gradito o non sia della taglia giusta, non è obbligatoria per il venditore.

Siamo infatti in un campo in cui non si può applicare né la garanzia (che copre per due anni il prodotto che presenti difetti o vizi), né tanto meno il diritto di recesso (che riguarda gli acquisti a distanza, tipicamente quelli on line).

Ciò che si chiede al commerciante, infatti, è la sostituzione di un prodotto che oggettivamente non presenta alcun difetto ma che si giustifica solo per il fatto che, essendo stato acquistato per destinarlo a terza persona, non poteva essere fin dall’inizio scelto con piena cognizione di causa.
Di certo nella prassi quasi non esiste commerciante che limiti a tal punto un acquisto fatto in vista delle festività fino a renderlo insostituibile; la possibilità di cambio, infatti, assicura un maggior numero di vendite proprio nell’ottica della possibile sostituzione post apertura regali, e quasi a nessun commerciante conviene limitare le vendite in previsione del Natale ponendo un tale freno alla possibilità di sostituzione.

Ne discende, pertanto, che se è vero che è ormai consuetudine concedere la possibilità di cambio, non è mai superflua la domanda fatta in sede di acquisto, se il cambio sia possibile, rimanendo una scelta esclusivamente fatta dal venditore il quale, ove non lo permetta, non potrà essere obbligato.
Non esiste cioè un diritto alla sostituzione per il consumatore, non la si può pretendere, ma solo chiedere, e con anticipo, attendendo la risposta positiva del commerciante. Quest’ultimo, inoltre, potrà stabilire il giorno del cambio o le condizioni, anche se nella prassi l’unica condizione realmente necessaria, oltre alla disponibilità al cambio già espressa in fase di acquisto, è la restituzione del prodotto nell’imballaggio o confezione originale dietro esibizione di scontrino fiscale.

Si può procedere a cambio senza scontrino?

Solitamente la risposta è no, lo scontrino infatti, indicando tutti gli estremi fiscali del venditore, evita la possibilità di non riconoscere come proprio un prodotto precedentemente acquistato dal consumatore, ed inoltre assicura la regolarità della posizione fiscale del venditore rispetto a quella determinata vendita. Conservare lo scontrino, pertanto, sarà fondamentale per l’acquirente a cui, però, oggi viene assicurata anche un’altra possibilità che lo pone al riparo dall’indelicatezza del gesto di esibire uno scontrino relativo ad un dono, svelandone il valore: ove richiesto vi è infatti modo di ottenere il cosiddetto: scontrino di cortesia, che accerterà estremi del venditore e natura del prodotto senza indicarne il prezzo. In tal modo il regalo fin dall’inizio potrà essere accompagnato dallo scontrino, consentendo un più agevole cambio da parte di chi ha ricevuto l’ “inopportuno” regalo!

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Avv. Alberto Russo

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